Il Galaxy Watch6 di Samsung entra in un campo sempre più vicino alla prevenzione sanitaria. Lo smartwatch della casa coreana, già noto per il controllo di attività quotidiane e parametri legati al corpo, è al centro di uno studio clinico che apre uno scenario rilevante: la possibilità di riconoscere in anticipo un episodio di sincope vasovagale attraverso i dati raccolti dal polso.
La ricerca è stata annunciata da Samsung Electronics ed è stata condotta insieme al Chung-Ang University Gwangmyeong Hospital, in Corea. I risultati, pubblicati su European Heart Journal – Digital Health, indicano che l’intelligenza artificiale può analizzare le informazioni cardiache rilevate dal dispositivo e individuare segnali compatibili con uno svenimento imminente. Un avviso ricevuto alcuni minuti prima della perdita di coscienza potrebbe permettere alla persona di sedersi, distendersi o chiedere aiuto.
Il polso diventa un punto di osservazione della salute
Gli smartwatch hanno ormai superato il ruolo di semplici accessori per notifiche, allenamenti e conteggio dei passi. La loro presenza costante sul corpo consente di raccogliere dati frequenti, utili per osservare cambiamenti che una persona potrebbe non percepire in tempo.
Nel caso del Galaxy Watch6, l’attenzione si concentra sui segnali cardiaci. La sincope vasovagale, infatti, è spesso legata a un abbassamento improvviso della frequenza del cuore e della pressione arteriosa. Può essere provocata da dolore, paura o forte stress e porta a una perdita di coscienza che, presa da sola, raramente viene descritta come fatale. Il pericolo maggiore riguarda ciò che accade subito dopo: una caduta improvvisa può causare traumi, ferite o incidenti, specie se la persona si trova in piedi, su scale, in strada o in ambienti poco sicuri.
Il professor Junhwan Cho, del Dipartimento di Cardiologia dell’Ospedale Universitario Chung-Ang di Gwangmyeong, ha spiegato che fino al 40% delle persone può sperimentare una sincope vasovagale durante la vita. Circa un terzo di questi soggetti, secondo quanto riferito dal cardiologo, presenta episodi ricorrenti. Un sistema di allarme precoce, quindi, potrebbe offrire il tempo necessario per raggiungere una posizione più sicura o per chiedere assistenza prima dello svenimento.
Lo studio ha analizzato 132 pazienti con sintomi sospetti
Il gruppo coordinato dal professor Cho ha coinvolto 132 pazienti con possibili segni riconducibili alla sindrome vasovagale. Durante i test, gli episodi di svenimento sono stati provocati in ambiente controllato, mentre i partecipanti indossavano uno smartwatch Samsung dotato di sensore PPG, sigla che indica la fotopletismografia.
Questo tipo di tecnologia permette di osservare variazioni collegate al flusso sanguigno e al battito cardiaco. I dati sulla variabilità della frequenza cardiaca raccolti dal dispositivo sono stati poi esaminati da un algoritmo di intelligenza artificiale. Il passaggio più significativo non riguarda soltanto la misurazione, ma la capacità del software di leggere schemi e segnali prima che l’episodio si manifesti in modo evidente.
Secondo i dati diffusi, il sistema è riuscito a prevedere lo svenimento fino a cinque minuti prima. La precisione indicata è pari all’84,6%, con una sensibilità del 90% e una specificità del 64%. Sono numeri che descrivono una tecnologia ancora legata alla ricerca clinica, ma già capace di mostrare una possibile utilità concreta. La sensibilità elevata segnala la capacità dell’algoritmo di riconoscere molti casi reali, mentre la specificità più bassa suggerisce la presenza di possibili avvisi non corretti.
Samsung guarda a una prevenzione sempre più personale
Jongmin Choi, responsabile dell’Health R&D Group della divisione Mobile eXperience di Samsung Electronics, ha spiegato che lo studio mostra come la tecnologia indossabile possa spostare l’assistenza sanitaria da un modello basato sull’intervento successivo a uno orientato alla prevenzione. Secondo il dirigente, l’azienda lavora per sviluppare strumenti capaci di aiutare gli utenti a vivere con maggiore attenzione alla salute quotidiana.
Il caso del Galaxy Watch6 mostra quanto gli indossabili stiano assumendo un ruolo più articolato. Da dispositivi per registrare attività e dati generali, possono diventare strumenti capaci di fornire avvisi legati a condizioni specifiche. Resta necessario distinguere tra risultati di laboratorio, applicazioni cliniche e uso reale da parte degli utenti. La ricerca, però, indica una direzione chiara: i dati raccolti dal polso, se letti con sistemi avanzati, possono offrire informazioni preziose prima che un evento fisico diventi pericoloso.
Per chi soffre di svenimenti ricorrenti, anche pochi minuti possono fare la differenza. Il tempo per fermarsi, chiedere aiuto o evitare una caduta può trasformare un episodio improvviso in una situazione più gestibile.

