Samsung sarebbe pronta a rinnovare la sua proposta di punta nel settore wearable con il possibile arrivo di Galaxy Watch Ultra 2 entro la fine dell’anno. L’indiscrezione, diffusa da un tipster su X, descrive un aggiornamento rilevante per la gamma premium del marchio e lega il debutto del nuovo modello al secondo anniversario del primo Ultra.
Al centro dell’attenzione c’è soprattutto il processore: il dispositivo, infatti, potrebbe adottare il nuovo Snapdragon Wear Elite di Qualcomm, una piattaforma pensata per dare più forza agli smartwatch di fascia alta. Per Samsung sarebbe una scelta precisa, utile a marcare ancora di più la distanza tra la linea essenziale e quella destinata a chi cerca funzioni avanzate, prestazioni superiori e una dotazione tecnica più ricca.
Il nuovo chip cambia le attese
La novità più interessante riguarda proprio il cuore del dispositivo. Il futuro Galaxy Watch Ultra 2 verrebbe associato a una piattaforma costruita con processo produttivo a 3 nanometri, dettaglio che da solo suggerisce un salto netto rispetto alle soluzioni precedenti.
Qualcomm ha presentato questo chip da pochissimo, indicandolo come uno dei passaggi più importanti per il settore degli indossabili. Dentro la nuova piattaforma trova spazio una NPU dedicata all’intelligenza artificiale, elemento che apre la strada a elaborazioni eseguite direttamente sull’orologio.
Questa impostazione riduce la dipendenza dal cloud e dà forma a un uso dell’AI on-device più rapido e più riservato. In pratica, alcune funzioni legate all’intelligenza artificiale potrebbero lavorare in locale, con tempi di risposta inferiori e con un maggiore controllo dei dati. Per una categoria come quella degli smartwatch, che vive di immediatezza, il passaggio non è marginale. Un orologio smart deve rispondere in pochi secondi, senza incertezze, e proprio qui il nuovo chip potrebbe fare la differenza.
Prestazioni più alte e batteria più solida
Secondo quanto indicato da Qualcomm, il nuovo Snapdragon Wear Elite sarebbe in grado di spingere la CPU fino a cinque volte oltre le generazioni precedenti, mentre la GPU arriverebbe a un incremento fino a sette volte. Sono numeri che, se confermati nella pratica, cambierebbero il profilo dell’intero prodotto. Un aumento del genere non si traduce soltanto in maggiore velocità generale, ma può incidere sulla fluidità dell’interfaccia, sulla reattività delle app e sulla gestione di compiti più complessi.
Accanto alla potenza, resta centrale il tema della batteria. Sempre secondo le indicazioni diffuse attorno alla nuova piattaforma, l’autonomia potrebbe migliorare attorno al 30%. Per uno smartwatch premium è un dato pesante, perché la durata resta uno dei punti più osservati dagli utenti. Più prestazioni con un’autonomia in crescita rappresentano un equilibrio che i produttori inseguono da anni, e Samsung sembra voler puntare proprio su questa combinazione per rafforzare l’identità del suo modello Ultra.
Il nuovo chip aggiungerebbe anche una connettività molto più ricca, con supporto a 5G RedCap, Wi-Fi 6, Bluetooth 6.0 e UWB. A questo si affiancherebbe una ricarica rapida capace di portare la batteria intorno al 50% in pochi minuti. In un prodotto pensato per un uso intenso, sono dettagli che pesano quasi quanto il design.
Samsung separa ancora di più le due linee
Le indiscrezioni indicano che Samsung potrebbe riservare il nuovo processore soltanto al Galaxy Watch Ultra 2, lasciando invece al futuro Galaxy Watch9 l’Exynos W1000 già visto sui modelli precedenti. Una scelta del genere renderebbe più netta la divisione interna della gamma. Da una parte il modello top, dall’altra la proposta più tradizionale. Il messaggio sarebbe chiaro: la serie Ultra avrebbe il compito di rappresentare il massimo dell’offerta Samsung nel comparto smartwatch.
Il primo Galaxy Watch Ultra, arrivato alla fine del 2024, era stato presentato come rivale diretto di Apple Watch Ultra. Con questo secondo capitolo, Samsung potrebbe quindi rilanciare la sfida con una formula ancora più aggressiva sul piano tecnico. Se il nuovo chip dovesse davvero debuttare a bordo del prossimo Ultra, la casa sudcoreana avrebbe tra le mani un argomento forte per spingere il suo orologio premium in una fascia ancora più ambiziosa.

