Tra i ponti e i ruotismi del quadrante traforato, la maison parigina ha nascosto la Luna. È attorno a questa idea che prende forma il nuovo Slim d’Hermès Squelette Lune, presentato in anteprima a inizio 2026 e atteso al salone ginevrino di Watches and Wonders il prossimo aprile. Un modello che testimonia il percorso compiuto da Hermès nell’alta orologeria: metodico, coerente, costruito su basi industriali solide.
Una maison che cresce mentre il lusso rallenta
Il contesto in cui nasce questo orologio merita una lettura attenta. In un settore che attraversa un momento di instabilità generale, Hermès ha chiuso il 2025 con circa 16 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento del 5,5% sull’anno precedente. Una performance che pochi gruppi del lusso possono vantare e che si estende anche alla divisione orologi, oggi dotata di una struttura industriale propria e riconosciuta.
La capacità di Hermès di realizzare orologi di manifattura è il risultato di investimenti avviati anni fa. L’ingresso nella compagine azionaria di Vaucher Manufacture Fleurier, avvenuto nel 2006, ha reso possibile lo sviluppo di movimenti esclusivi per la maison. La creazione del polo di Le Noirmont, nel Giura elvetico, ha completato il quadro: casse, quadranti e componenti chiave sono oggi sotto il controllo diretto della maison, in una filiera integrata che pochi marchi della moda hanno saputo costruire con la stessa coerenza.
Il design: platino, titanio e due personalità
Il nuovo Slim d’Hermès Squelette Lune porta avanti il linguaggio formale della collezione omonima attraverso una cassa circolare da 39,5 mm di diametro, spessa soli 8,8 mm, per un portamento sobrio ed equilibrato al polso. Le due versioni in anteprima declinano lo stesso progetto attraverso materiali e cromie differenti, offrendo due identità visive distinte.
La prima fa leva sulla versione in platino: lunetta lucidata, quadrante scheletrato a lavorazione soleil in azzurro e ponti del movimento coordinati nello stesso colore, per un insieme che punta sulla preziosità classica e sull’eleganza formale.
La seconda si affida invece al titanio Grado 5 con finitura micropallinata, lunetta lucidata con rivestimento DLC antracite e ponti del movimento rifiniti nel verde pastello “Vert d’Eau”. Un carattere più attuale, capace di dialogare con un gusto contemporaneo senza rinunciare alla cura costruttiva che contraddistingue la maison.
Il calibro H1953 e la Luna a ore 6
A ore 6, due aperture simmetriche rivelano la doppia fase lunare, rappresentata con realismo sui dischi rotanti. È una complicazione dalla tradizione consolidata, qui integrata all’interno di una struttura scheletrata che la rende parte visiva del meccanismo, non un semplice elemento decorativo. L’orologio racconta la propria architettura interna senza filtri, e la Luna ne diventa il punto focale.
A regolare il tutto è il calibro H1953, movimento meccanico automatico con micro-rotore sviluppato da Vaucher Manufacture Fleurier e personalizzato da Hermès nelle finiture e nelle colorazioni. L’autonomia raggiunge le 48 ore e il fondello in cristallo zaffiro offre una lettura completa del meccanismo dal retro, in piena continuità con l’estetica trasparente del quadrante.
Il cinturino è proposto in alligatore mat oppure in vitello, con tonalità abbinate al quadrante: un rimando diretto alla tradizione pellettiera di Hermès, che in questo modello trova una connessione naturale con la cultura orologiera della maison.

