Zenith riporta al centro il Calibro 135 con un’operazione che unisce memoria tecnica e ambizione contemporanea. Il progetto riparte da un episodio che ha riacceso l’attenzione dei collezionisti: nel novembre 2022, durante il Phillips Geneva Watch Auction: XVI, un esemplare unico firmato Zenith e sviluppato con Phillips in Association with Bacs & Russo, con il contributo di Kari Voutilainen, è stato aggiudicato per 315.000 franchi svizzeri.
Il risultato ha dato ulteriore peso a un movimento già leggendario, nato negli anni 1950-1954 e reinterpretato in un oggetto di forte valore simbolico. L’orologio presentava una cassa in niobio e un quadrante salmone guilloché; l’intero ricavato è stato destinato a Susan G. Komen®, a supporto della lotta contro il tumore al seno.
Dalle origini Zenith alla visione cronometrica del marchio
Il legame tra Zenith e la ricerca della precisione affonda nella storia della manifattura di Le Locle. Il nome stesso nasce da un’idea di Georges Favre-Jacot: un movimento così ambizioso da meritare, a suo giudizio, il riferimento al punto più alto. Quella scelta diventa identità aziendale a tutti gli effetti, al punto che nel 1911 il fondatore adotta il nome “Zenith” come cognome.
È un’impostazione che torna attuale nel recente progetto G.F.J., presentato per i 160 anni del marchio e premiato con il Chronometry Prize al Grand Prix d’Horlogerie de Genève. Dentro quel percorso si inserisce la rilettura moderna del Calibro 135.
Il Calibro 135 nasce per vincere nei concorsi

Il Calibro 135 viene progettato nel 1949 da Ephrem Jobin con un obiettivo netto: dominare i concorsi di cronometria e fissare un riferimento per la manifattura. I risultati consolidano la fama del movimento: 235 premi ufficiali e cinque vittorie consecutive, dal 1950 al 1954, al concorso dell’Osservatorio di Neuchâtel.
La prima versione porta la sigla 135-O, dove la “O” richiama l’ambiente degli osservatori e l’uso esclusivo in ambito competitivo. Successivamente arriva una versione pensata per una produzione più ampia, alleggerita in alcuni aspetti senza rinunciare alle qualità fondamentali. La produzione complessiva raggiunge circa 11.000 esemplari, numero sufficiente a farne una delle basi più riconoscibili della cronometria Zenith.
Dal recupero storico alla riprogettazione contemporanea
Nel 2022 Zenith sceglie una strategia in due tempi. Prima arriva una tiratura estremamente limitata: dieci orologi per collezionisti e un undicesimo esemplare unico passato da Phillips. Tutti condividono veri Calibre 135-O d’epoca. I movimenti vengono affidati a Kari Voutilainen, che li restaura e li rifinisce a mano, alzando l’asticella della presentazione.
L’esemplare unico si distingue per soluzioni irripetibili, come la cassa in niobio, il quadrante salmone guilloché e una tonalità del movimento coordinata al colore del dial. Anche la confezione riprende l’ispirazione dei contenitori utilizzati negli anni Cinquanta per il trasporto dei movimenti da concorso verso Neuchâtel, rafforzando il legame con la tradizione.
La fase successiva è quella più sostanziale: il Calibro 135 rinasce come movimento riprogettato, rispettoso dell’architettura originale e aggiornato dove serve. Zenith mantiene dimensioni e proporzioni storiche: 13 linee di diametro e 5 mm di spessore, oltre alla frequenza di 18.000 alternanze/ora. Rimane centrale anche il grande bilanciere sovradimensionato, pensato per la regolazione fine.
Gli interventi moderni puntano su affidabilità e resa: i rubini passano da 17 a 22, la molla di carica viene potenziata e l’autonomia sale a 72 ore. Si aggiungono dispositivo antishock e stop dei secondi, mentre la precisione dichiarata arriva a +2/-2 secondi al giorno.
In questa chiave, il nuovo 135 mantiene la propria natura: non un esercizio di stile, ma un movimento che continua a mettere la misura del tempo al primo posto.

