Il settore degli orologi connessi apre il 2026 con risultati migliori rispetto alla fase di rallentamento osservata dodici mesi prima. Durante il primo trimestre, le consegne mondiali sono salite del 4% su base annua, segnale di una domanda tornata a muoversi dopo un periodo meno brillante. A sostenere la ripresa sono soprattutto i dispositivi collocati nelle fasce di prezzo più elevate, scelti da utenti interessati a sensori più precisi, strumenti sanitari e funzioni digitali evolute.
In questo scenario, Apple conserva saldamente la prima posizione, mentre Samsung mostra un andamento meno favorevole e lascia spazio alla crescita di altri produttori. Un contributo rilevante arriva dalla Cina, dove i marchi locali rafforzano la propria presenza e intercettano una parte consistente delle nuove vendite.
Apple raggiunge il 23% delle spedizioni globali
Nei primi tre mesi del 2026, Apple ha conquistato il 23% del mercato mondiale degli smartwatch. Il risultato deriva dal buon rendimento della gamma disponibile, sostenuta sia dai modelli più completi sia dalle proposte economicamente più accessibili. Le nuove funzioni dedicate alla salute hanno avuto un ruolo importante, perché rendono l’orologio uno strumento utilizzabile durante numerosi momenti della giornata.
Oltre metà delle consegne dell’azienda continua a provenire dal Nord America. Le variazioni più marcate, però, sono state registrate in Europa e in Cina, aree nelle quali l’interesse verso gli Apple Watch è cresciuto più rapidamente. Il dato mostra come il marchio riesca ad ampliare la propria presenza anche fuori dal mercato statunitense, pur mantenendo negli Stati Uniti e in Canada il proprio principale bacino commerciale.
La posizione di vertice viene rafforzata dalla capacità di proporre dispositivi collocati su differenti livelli di prezzo. Questa strategia permette di raggiungere utenti interessati a un modello premium e persone che cercano un primo ingresso nella categoria. Samsung perde terreno nella classifica, mentre Apple amplia il distacco grazie a una domanda che resta vivace nelle aree considerate strategiche.
La Cina accelera e Huawei guida il mercato interno
Una delle variazioni più nette riguarda il mercato cinese, cresciuto del 15% rispetto allo stesso periodo del 2025. Huawei rappresenta circa il 40% delle spedizioni nazionali, seguita da Imoo e Xiaomi. La fiducia verso i produttori locali, gli incentivi pubblici destinati all’acquisto di dispositivi elettronici e l’interesse per le tecnologie dedicate al benessere hanno favorito il ricambio degli smartwatch più vecchi.
Huawei ha rafforzato la propria offerta con strumenti destinati al controllo del sonno, all’analisi delle aritmie e alla valutazione del benessere emotivo. La presenza in più fasce di prezzo consente al gruppo di rivolgersi a pubblici differenti, mentre il collegamento con smartphone e altri prodotti del marchio rende più semplice l’utilizzo quotidiano.
La crescita cinese assume un peso particolare perché offre ai produttori nazionali una base molto ampia dalla quale partire per l’espansione internazionale. Huawei diventa così uno dei principali motori del settore, soprattutto nei territori dove il prezzo e le funzioni sanitarie influenzano maggiormente la decisione d’acquisto.
Anche i mercati emergenti mostrano un cambiamento. In India, per esempio, una parte dei consumatori sta passando dai modelli essenziali a dispositivi più ricchi di sensori e servizi. Questa trasformazione contribuisce all’aumento del valore complessivo del comparto.
Sensori e intelligenza artificiale alzano i prezzi
Il prezzo medio degli smartwatch è cresciuto del 6% in un anno. A incidere sono i sensori di nuova generazione, le funzioni supportate dall’intelligenza artificiale e i sistemi dedicati al controllo dei parametri fisici. I produttori puntano su apparecchi capaci di raccogliere informazioni più dettagliate e di offrire indicazioni personalizzate attraverso software sempre più sofisticati.
Nel 2025 il mercato aveva già ricevuto una spinta da tecnologie come la connettività satellitare, il 5G RedCap e gli strumenti progettati per riconoscere possibili segnali di apnea notturna o ipertensione. Queste innovazioni hanno dato agli utenti nuovi motivi per sostituire un dispositivo ancora funzionante con un modello recente.
Per i prossimi mesi le previsioni restano positive, anche in presenza di possibili difficoltà legate alla disponibilità delle memorie e al quadro economico internazionale. Gli smartwatch premium dispongono di margini più ampi rispetto ad altre categorie elettroniche, elemento che potrebbe limitare l’impatto dei maggiori costi produttivi.
Le stime indicano una crescita media annuale del 3% fino al 2030. La diffusione di strumenti sanitari e l’uso crescente dell’intelligenza artificiale continueranno a guidare l’evoluzione del mercato. Apple parte da una posizione dominante, Huawei avanza con forza in Cina e Samsung dovrà recuperare terreno in una classifica sempre più competitiva.

